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Annata difficile, luci e ombre nei diversi comparti. Intervista al direttore Lapo Baldini

10 Dicembre 2025

«Per l’agricoltura ci aspettiamo che prenda corpo una visione politica di centralità del settore, sia a livello locale che regionale». Intervista di fine anno al direttore di Cia Toscana Centro

di Stefano Gamberi


Il direttore di Cia Toscana Centro Lapo Baldini, fa il punto sull’annata che sta per concludersi. Molte le difficoltà ma anche le soddisfazioni e i risultati ottenuti dalla confederazione.

Direttore Baldini siamo al numero di dicembre di Dimensione Agricoltura: vuole fare un bilancio del 2025 che sta finendo?

Quello che va sfumando è stato un anno molto impegnativo per le imprese agricole, caratterizzato da interi settori con mercati instabili e prezzi all’ingrosso altalenanti. Particolarmente delicato il settore del vino, uno dei più rappresentativi per l’agricoltura del nostro areale di riferimento (Firenze-Prato-Pistoia) dove i prezzi, anche quello del Chianti, hanno registrato ribassi mai visti prima con incerte possibilità di ripresa nel breve periodo. Possiamo definire stazionario il comparto dell’olio ed una buona tenuta del settore florovivaistico. Segnali di ripresa per la zootecnia dove però si sta riscontrando un’offerta in difficoltà a soddisfare le richieste di consumo. I flussi turistici sono in leggero aumento con riflessi positivi sulla commercializzazione diretta dei prodotti di filiera corta (mercati contadini e vendite dirette) e per le strutture agrituristiche.

I soci della Cia sono molto preoccupati dai venti che soffiano in Europa quale il suo parere?

Quando c’è la guerra, ovunque si sviluppi, gli effetti sono sempre negativi. Prima per le popolazioni direttamente colpite: la nostra confederazione porta nel proprio statuto ben impressi i valori di pace e solidarietà e questo potrebbe esser sufficiente a spiegare lo stato d’animo dei soci. Dobbiamo altresì registrare, come conseguenza al protrarsi del conflitto in Ucraina ma anche di quello israelo-palestinese a Gaza, un calo delle esportazioni sia per la fisiologica risposta della domanda nelle situazioni critiche, ma anche per le difficoltà oggettive legate alle rotte dei trasporti per l’esportazione. Queste dinamiche stanno contribuendo ad una contrazione della SAU agricola dovuta all’abbandono di superfici coltivate spesso diretta conseguenza di chiusure aziendali. Questo fenomeno determina una diminuzione produttiva, minori garanzie ambientali e di autonomia alimentare.

Cia però non è solo agricoltura nei suoi servizi, qual è un bilancio sulle attività rivolte ai cittadini con il CAF patronato INAC?

Cia Toscana Centro è sempre più vicina al cittadino. Lo dimostra la crescente fiducia che ci accordano gli utenti, sempre più numerosi nei nostri uffici. Segno evidente della qualità del servizio che riusciamo a proporre per la professionalità dei nostri addetti come principale fattore. Puntualità, efficienza e capillarità sul territorio sono altri tratti che ci contraddistinguono. Abbiamo aperto altre due sedi rivolte essenzialmente ai servizi di CAF e Patronato, Scandicci e Ponte Buggianese, proprio per accrescere la vicinanza ad una popolazione sempre più bisognosa di questo tipo di servizi.

Dicembre è anche il mese delle festività quale il suo augurio alle nostre lettrici e lettori?

Il primo auspicio è di raggiungere una pace duratura che restituisca tranquillità al mondo. Una situazione che agevolerebbe nell’affrontare gli altri problemi, seppur rilevanti. Per l’agricoltura ci aspettiamo che prenda corpo una visione politica di centralità del settore, sia a livello locale che regionale, anche alla luce delle tornate elettorali svolte di recente ed in particolare quella del Consiglio della Toscana. L’importanza della presenza, del lavoro dell’uomo sul territorio è emerso chiaramente nelle tante giornate di riflessione organizzate nel corso del 2025 in diversi comuni nell’ambito del progetto Radices, culminato con la produzione e diffusione del volume fotografico omonimo.

Quale sia il contributo dell’attività agricola per la salvaguardia idrogeologica dei suoli, della bellezza paesaggistica e per l’equilibrio faunistico è ormai chiaro anche al cittadino comune. L’augurio è che si passi dalla comprensione dei concetti ai fatti e si torni presto ad un’inversione di rotta rispetto alle produzioni agricole. Buone feste!


Tratto da Dimensione Agricoltura n. 12/2025

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